giovedì 9 agosto 2012

Il riccio


Il riccio è un film francese girato nel 2009 dalla neo regista Mona Achache, tratto dal bestseller L'eleganza del riccio di Muriel Barbery.
Paloma Josse è una perspicace e acuta ragazzina che vive in un ricco palazzo parigino. Armata di una vecchia cinepresa del padre, documenta tutto ciò che la circonda e progetta di suicidarsi il giorno del suo dodicesimo compleanno, in quanto non vuole finire "come un pesce rosso in una boccia". Renée Michel è la portinaia dello stesso palazzo, vedova e con la sola compagnia del suo grasso gatto Lev, acida e priva di cura per se stessa. Ma in realtà Renée si serve di questa maschera stereotipata per nascondere la sua vera indole: è infatti una persona brillante e intelligente, appassionata di letteratura, cinema e musica. Sarà il nuovo inquilino del palazzo, un raffinato giapponese di nome Kakuro Ozu, a scoprire cosa nasconde l'introversa portinai dietro ai suoi aculei, e a far avvicinare queste due figure femminili così simili.

Informazioni generali. Titolo originale: Le Hérisson. Paese: Francia. Anno: 2009. Durata: 100 min. Genere: commedia, drammatico. Regia e sceneggiatura: Mona Achache. Soggetto: Muriel Barbery. Produttore: Anne-Dominique Toussaint. Fotografia: Patrick Blossier. Musiche: Gabriel Yared.

Attori principaliJosiane Balasko: Renée Michel. Garance Le Guillermic: Paloma Josse. Togo Igawa: Kakuro Ozu. Anne Brochet: Solange Josse. Ariane Ascaride: Manuela Lopez. Wladimir Yordanoff: Paul Josse. Sarah Lepicard: Colombe Josse.

Opinione personale. Un film semplicemente delizioso. L'ho visto prima e dopo aver letto il libro di Muriel Burbery, e trovo sia una trasposizione cinematografica abbastanza fedele alla versione cartacea. Non capisco, quindi, il perché del rinnego della scrittrice nei confronti del film. Penso invece che Mona Achache sia riuscita a trasmettere al pubblico l'essenza di un testo non proprio semplice, con personaggi molto introspettivi che si caratterizzano per i loro lunghi monologhi interiori dall'accentuata impronta filosofica. Ho apprezzato le soluzioni trovate dalla regista: il diario di Paloma è stato sostituito con una cinepresa conferendole il ruolo di prima persona nella narrazione dei fatti, al personaggio di Renée viene invece annullata tutta la sua loquacità interiore rendendola una figura misteriosa che si lascia scoprire pian piano, un aculeo alla volta.
Ovviamente in una pellicola si perde molto del virtuosismo dello scrittore, soprattutto nel caso di Muriel Barbery, che sapientemente riesce ad accostare parole a argomentazioni creando piacevoli riflessioni sull'esistenzialismo. Tuttavia il film presenta due vantaggi. Innanzitutto è più scorrevole: nel libro le divagazioni della scrittrice, per quanto piacevoli da leggere, rallentano molto la trama (il personaggio di Kakuro Ozu, infatti, compare solo a metà del libro circa). Secondo, a Paloma viene aggiunta un'innata vena artistica, e con le sue illustrazioni che prendono vita riesce a conferire un tocco di magia a questo film.

Consigliato: E' un film davvero molto piacevole, che consiglio di vedere prima o dopo aver letto il libro L'eleganza del riccio.

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