lunedì 29 ottobre 2012

Detachment - Il Distacco



"Detachment - Il Distacco" è un film del 2011 diretto dal regista britannico Tony Kaye, famoso per il capolavoro "American History X". Una storia poeticamente malinconica che ruota attorno ai mali della società al giorno d'oggi, ma pervasa da un velo di bellezza artistica, letteraria e filosofica, suggeriti come una sorta di soluzione ai problemi che ci affliggono.
Il film apre con una citazione di Camus, filosofo e scrittore francese del Novecento: "Non mi sono mai sentito allo stesso tempo così distaccato da me stesso e così presente nella realtà". Henry Barthes è un insegnante precario di letteratura che si presta per un periodo di supplenza in un liceo di una cittadina americana. E' un uomo dall'animo forte, intelligente e dalla spiccata sensibilità ma il suo volto malinconico nasconde il trauma della perdita della madre. Si prende cura del nonno materno che ha perso la ragione dopo la morte della figlia, e vive in un ospizio dove non riceve le dovute attenzioni di cui ha bisogno da parte del personale. Oltre ai problemi familiari, Henry si ritrova ad affrontare una situazione disperata all'interno del liceo: gli studenti non hanno un minimo di disciplina e ambizione, sono irrispettosi non solo nei confronti di altri compagni ma anche degli insegnanti che si ritrovano a svolgere il proprio compito in un'ambiente frustrante.

Il film riesce a toccare molti ambiti: il degrado della società, il disinteresse per gli anziani, le gravi mancanze dei genitori per i propri figli, le difficoltà nel sistema dell'istruzione, prostituzione, depressione, violenza. Vengono affrontati molti problemi e all'interno della storia ci sono continue riflessioni da parte dei personaggi. Ho apprezzato molto la scelta del regista di intervallare il racconto con delle scene in cui il protagonista parla di sé o si sofferma a porsi qualche considerazione personale su ciò che succede. Questa scelta stilistica impreziosisce il film offrendo una prospettiva ancora più profonda.
La storia sembra voler anche incentrarsi sotto vari generi di violenze subite dalle donne e a sostegno di ciò vi sono tre figure femminili. Erica, una ragazza giovanissima abbandonata a se stessa che si ritrova a fare la prostituta per vivere. Meredith, una studentessa con uno spiccato talento artistica ma depressa per via della sua obesità e delle umiliazioni subite dai compagni e dal padre, che disprezza la sua passione per l'arte. E la madre di Henry, una figura che viene focalizzata un po' alla volta tramite i flashback del figlio, svelando così il male subito da piccola e che le ha provocato un trauma insuperabile. Lo stesso protagonista fa inoltre un discorso in classe in cui parla dell'immagine della donna ridotta a un oggetto di consumo. E' un aspetto del film che mi ha colpito molto per la sensibilità che riesce a dimostrare.
A differenza di altri film che si svolgono in ambito scolastico, in questo caso ad essere esaminate sono soprattutto le situazioni degli insegnanti e le difficoltà che affrontano ogni giorno per svolgere il loro mestiere all'interno di un ambiente in continuo degrado. Gli studenti tengono al guinzaglio gli insegnanti, la cui autorità viene ancora meno rispettata dai genitori. Viene mostrato il disinteresse che troppo spesso la società ha non solo nei confronti degli anziani ma anche dei giovani. Il messaggio è che dobbiamo prenderci cura di chi ha fatto a suo tempo la sua parte e istruire adeguatamente alla vita coloro che saranno il nostro futuro.
Come menzionato all'inizio, il film contiene anche un aspetto artistico e filosofico che viene espresso attraverso molte sfaccettature. Viene citato il libro "1984" di George Orwell, più volte compare un quaderno che sottolinea l'importanza di scrivere, i disegni che accompagnano diverse scene all'interno del film e che enfatizzano i dialoghi, la poesia e gli scrittori che vengono menzionati, l'innata dote artistica di Meredith, e molto altro. L'arte, la filosofia, ma soprattutto l'importanza del pensiero individuale vengono suggeriti come una forma di soluzione per alleviare i mali che ci opprimono.
Il cast è davvero eccezionale. Adrien Brody, premio Oscar nel 2003 per "Il Pianista" di Roman Polanski, non ha bisogno di elogi: le sue capacità interpretative sono una garanzia e entra perfettamente nella parte dell'insegnante Henry Barthes, un personaggio davvero intricato che riesce ad essere forte ma al contempo rivela una certa vulnerabilità. A fare da co-protagonista nei panni di Erica c'è Sami Gayle, un'attrice giovanissima ma che si rivela davvero promettente. Altro esordio davanti alla cinepresa è quello di Betty Caye, figlia del regista, che fa la parte di Meredith con un'interpretazione davvero sorprendente. Ma ritroviamo anche volti già noti come James Caan, Lucy Liu, Bryan Cranston (che apprezzo moltissimo come attore e, nonostante la parte davvero piccola, riesce a spiccare come sempre) e Tim Blake Nelson (meglio conosciuto come Delmar O'Donnell, uno dei tre protagonisti in "Fratello, dove sei?" dei fratelli Coen). Ma notevole merito va a  Tony Kaye, che dopo 14 anni da "American History X" torna con una nuova storia che delinea in modo crudo vari aspetti del mondo che ci circonda. Spettacolare il finale, costruito su una citazione di Edgar Allan Poe tratta dal racconto "La caduta della casa degli Usher", dolcemente malinconico e intrinseco di simbolismo.
In conclusione, un film meraviglioso che racchiude molti messaggi e che riesce a distinguersi nel panorama di film dedicati all'ambiente scolastico. Una storia ben costruita con personaggi studiati nel profondo, un cast eccezionale e una regia superba.

"Detachment - Il Distacco" - Titolo originale "Detachment" - 2005 - USA - Genere drammatico.
Regia di Tony Kaye - Sceneggiatura di Carl Lund - Cast: Adrien Brody, Sami Gayle, James Caan, Christina Hendricks, Lucy Liu, Marcia Gay Harden, Bryan Cranston, Tim Blake Nelson, Blythe Danner.

1 commento:

  1. Davvero un bel film!! Consigliato a chi non ritiene il cinema come puro intrattenimento.

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