mercoledì 30 gennaio 2013

Django Unchained


Quentin Tarantino è ormai diventato una certezza per il cinema contemporaneo. Trionfa anche questa volta con un film strettamente legato allo spaghetti-western, un genere al quale il regista è molto affezionato. Sto parlando di "Django Unchained", film del 2012 già vincitore di 2 Golden Globe e candidato a 5 premi Oscar tra i quali Miglior film. 
In continuità con il precedente film "Inglourious Basterds", Tarantino porta in scena ancora una volta il razzismo come tema centrale del film, questa volta ambientato da qualche parte in Texas intorno al 1850 circa. Il Dottor King Shultz (interpretato dall'impeccabile Christoph Waltz) è un cacciatore di taglie alla ricerca dei fratelli Brittle; non conoscendo il loro aspetto decide di collaborare con uno schiavo nero di nome Django (Jamie Fox) che diventerà così suo compagno di viaggio e collega. Trascorso l'inverno decidono di intrarprendere l'avventura per liberare Brunhilda, moglie di Django e tenuta schiava presso la dimora del perfido Calvin Candie (Leonardo DiCaprio) a Candyland. 
La prima parte del film è caratterizzata da dialoghi brillanti e umorismo tipicamente Tarantiniano, una sorta di presentazione e preparazione dei personaggi a quello che sarà una seconda parte molto più violenta e a tratti anche un po' pesante, secondo il mio parere. Si rimane incantati di fronte alla recitazione degli attori che meritano tutti la nomination all'Oscar, e un forte merito va a Tarantino che ogni volta riesce a tirar fuori il meglio dal cast. Lui stesso afferma che gli attori sono la colonna portante del film poiché una sceneggiatura ben scritta ottiene il suo massimo solo da un'impeccabile interpretazione. In particolare mi hanno colpito i personaggi di Calvin Candie e del suo fedele servitore Stephen, interpretato in modo semplicemente fantastico da Samuel L Jackson. In tutta onestà devo ammettere che il personaggio che mi è piaciuto meno è stato proprio Django, probabilmente dovuto all'affiancamento di un co-protagonista tanto affascinante quanto brillante, il Dottor King Schultz. Tanti fans dicono che Jamie Fox sembri quasi recitare di controvoglia ma a mio parere il problema non sta nella recitazione, quanto nell'anima del personaggio che è stato volutamente descritto come un uomo pieno di rabbia e vendetta, silenzioso e misterioso, un uomo ripreso caratterialmente dal Django di Sergio Corbucci del 1966. Tarantino in un'intervista afferma per l'appunto che il suo Django riprende la dove Corbucci si era fermato, evolvendosi nel film e facendolo proprio. 
Questa pellicola è un'omaggio allo spaghetti western italiano condito di citazioni ad opere di grandi maestri del cinema, come al "Il buono, il brutto, il cattivo" di Sergio Leone, "Lo chiamavano Trinità" di Enzo Barboni, ma soprattutto a "Django" di Sergio Corbucci dal quale non solo prende la sigla e il protagonista, ma anche l'attore Franco Nero che nella versione tarantiniana interpreta una delle scene più belle e suggestive che regista abbia mai girato in tutta la sua carriera. Ulteriore omaggio all'Italia lo fa mettendo una traccia composta da Ennio Morricone e cantata da Elisa Toffoli in una scena incredibilmente poetica.
In questo film Tarantino ha inserito forti momenti di profondità emotiva che fanno riflettere sulla brutalità dell'uomo in un'epoca realmente esistita, con una violenza che lascia l'amaro in bocca e una pesantezza nello stomaco. Molti dicono che questo sia il suo miglior film e di motivazioni per giustificare questa affermazione ne hanno parecchi. Abbiamo davanti una rievocazione eccellente dei grandi film del passato, riproposti in questa pellicola tramite un grande citazionismo, ma sembra venire un po' a mancare la presenza di Tarantino e alcuni dei dettagli che caratterizzano le sue opere, come i lunghi e brillanti dialoghi che spesso non centrano nulla con la trama ma ne diventano l'essenza.

"Django Unchained" - 2012 - USA - Genere: Western, Drammatico.
Regia, sceneggiatura e soggetto di Quentin Tarantino - Fotografia di Robert Richardson - Musiche di Mary Ramos e Ennio Morricone. - Cast: Jamie Fox, Christoph Waltz, Leonardo Di Caprio, Samuel L Jackson, Kerry Washington.

Consigliato: Assolutamente si. Un film che esce dalla monotona produzione cinematografica regalando qualcosa che non ha precedenti. Da non perdere!

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